Ci sono escursioni che restano impresse per la bellezza del panorama, altre per la soddisfazione della meta. Quella al Rifugio Petrarca riesce a regalare entrambe le emozioni. Il percorso attraversa l’incantevole Val di Fosse, una delle valli più selvagge della Val Senales, per poi raggiungere il suggestivo Passo Gelato, punto più alto dell’Alta Via di Merano, da cui lo sguardo si apre sulla val Passiria.

È un’escursione impegnativa: circa quattro ore e 1200 metri di dislivello, dedicata ad escursionisti allenati, ma la varietà dei paesaggi rende ogni passo un piccolo spettacolo: boschi di larici, pascoli d’alta quota, torrenti, cascate, laghetti alpini e imponenti cime oltre i tremila metri accompagnano l’intero itinerario.
La partenza dalla Val Senales
L’escursione inizia a Casera di Fuori, raggiungibile in auto percorrendo tutta la Val di Fosse fino al parcheggio situato a circa 1.700 metri di quota. I primi chilometri scorrono piacevolmente lungo una strada forestale praticamente pianeggiante che permette di immergersi subito nella tranquillità della valle. Il sentiero segue il corso del torrente attraversando ampi pascoli e regala splendide vedute sulle montagne circostanti.
Dopo poco si incontrano Malga Casera di Mezzo, Malga Rableid e infine il caratteristico Maso Gelato, storico maso di montagna immerso in uno scenario davvero suggestivo dove è bello fermarsi a mangiare. Superato il maso, il paesaggio cambia completamente.
La strada lascia spazio a un sentiero lastricato che diventa progressivamente più stretto e ripido. Si attraversano piccoli ponti in legno, ruscelli e alcune spettacolari cascatelle mentre il bosco lascia il posto all’ambiente d’alta quota.

Il panorama si apre sulle imponenti montagne del Gruppo di Tessa, sulla destra, mentre alle spalle spiccano le vette glaciali della Val Senales con il Similaun.
L’ultima salita verso Passo Gelato (2.879 metri) è quella più impegnativa. La fatica viene però ampiamente ripagata dalla vista del rifugio, a dieci minuti di cammino sotto di voi.
Il Rifugio Petrarca
Una volta raggiunto il valico compare infatti il Rifugio Petrarca all’Altissima, affacciato su un piccolo lago alpino in uno scenario davvero spettacolare. In pochi minuti è possibile raggiungere la grande croce panoramica seguendo il sentiero ben segnalato che risale il pendio alle spalle della struttura.

Distrutto quasi completamente da una valanga nel 2014, il rifugio è stato ricostruito e riaperto nel 2022 con una struttura moderna perfettamente inserita nell’ambiente circostante. È una tappa storica dell’Alta Via di Merano e rappresenta un punto di riferimento per gli escursionisti che percorrono questo straordinario itinerario a tappe.

Qui vale la pena concedersi una lunga sosta per ammirare il panorama, gustare i piatti tipici della cucina altoatesina e ricaricare le energie prima di affrontare il rientro.
Oppure fermarsi a dormire: la struttura dispone di 10 camerate (da 4 a 12 persone). Le camere sono in legno e possono ospitare fino a 60 persone per notte. Obbligatorio l’uso di un sacco lenzuolo.

A cena noi abbiamo mangiato la pizza.. sì, fatta a mano in alta quota ci ingolosiva. E poi delle super torte: mai viste di dimensioni così grandi e anche buone! Linzer e torta al cioccolato.

Il rientro avviene lungo la strada dell’andata. In alternativa il rifugio può essere raggiunto anche dalla Val Passiria, partendo dalla zona di Plan. Si tratta di un itinerario altrettanto spettacolare. Una valida alternativa per chi desidera conoscere questo angolo del Gruppo di Tessa da un’altra prospettiva.
RIFUGIO PETRARCA: INFO UTILI
- LUOGO: Val Senales – Val Passiria
- PARTENZA: Casera di Fuori
- ARRIVO: Rifugio Petrarca
- ALTITUDINE: 2875 metri
- DURATA: quattro ore (solo andata)
- DISLIVELLO: circa 1250 metri
- PUNTI DI RISTORO: Rifugio Petrarca | tel. 0473.424244 | aperto tutti i giorni dall’1 luglio al 30 settembre 2026
LEGGI ANCHE:
- Rifugio Martello: attorno 15 cime oltre i 3000
- Val Senales: Certosa, il paese del silenzio
- Malga di Planol: escursione ad anello magica


