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L’immagine di copertina del ristorante dell’Hotel Cavallino Bianco a Rumo, in Val di Non, non poteva che essere il piatto con le costine di agnello, mai mangiate così buone in tutta la mia vita. Vi ho già parlato di questo posto per il suo fantastico centro benessere (QUI il post), ma ancora non vi ho raccontato quanto si mangia bene lì.

Che sia un pranzo o una cena romantica – magari con aperitivo a bordo piscina (idromassaggio, of course!) – o per una serata tra amici da trascorrere nelle suggestive cantine, tra salumi appesi per l’affinamento e degustazione di vini.

Il posto è molto bello: poco distante dal lago di Santa Giustina, a Rumo, in Val di Non. Nel centro del paese, tra case storiche affrescate ed un’atmosfera genuina che avvolge tutto, ecco questo bell’albergo guidato dalla quarta generazione della famiglia Fedrigoni.

La struttura si sposa bene con questo posto di confine (a poche decine di chilometri c’è infatti la bellissima Val d’Ultimo, provincia di Bolzano), caratterizzato da gente abituata da sempre a rimboccarsi le maniche e a lavorare sodo.

Io ci sono andata dopo una suggestiva gita in kayak tra le gole del Rio Novella (incredibile, da fare assolutamente… ve la racconto QUI) e come potete vedere dalla mia faccia avevo decisamente fame. Ma avevo sottovalutato quello che mi aspettava, una vera e propria esperienza gastronomica. Qui sono in compagnia dello chef Daniel Rizzi e del metre Roberto Dipinto, che mi hanno raccontato tutto quello che c’è dietro a questi meravigliosi piatti.

Ho così scoperto che questi ravioli ripieni di formaggio (con l’impasto dei gnocchi) riproducono la forma dei talleri, monete usate qui anticamente.

E che a Rumo c’è un’azienda agricola che produce lo zafferano, con cui viene preparato questo risotto (per me preparato appositamente anche senza latticini). E che il Groppello di Revò, vino autoctono dal sapore molto intenso e con una caratteristica acidità, veniva coltivato proprio nei terreni che poi sono stati ricoperti dall’acqua una volta che è stata costruita la diga di Santa Giustina a metà degli anni Cinquanta.

Mi è piaciuta molto l’accuratezza con cui vengono presentati i piatti, con fiori edibili e piccoli particolari che li rendono piacevoli anche alla vista.

Meravigliosi anche i dessert, con semifreddi caratterizzati da ingredienti particolari come il sambuco e il pino mugo. Una goduria per il palato, così come il tortino al cioccolato con cuore morbido.

Questo posto mi piace perché:

  • è proprio vero che nei paesini più piccoli del Trentino si nascondono chicche di grande qualità
  • è il posto perfetto per completare una giornata all’aria aperta: nei dintorni, oltre al kayak, consiglio la passeggiata alle Malghe di Proves (pianeggiante ed adatta a tutti) oppure la gita sul Monte Luco, con il lago e la malga omonimi (il racconto lo trovate QUI
  • non gli manca proprio niente: camere super (anche per fermarsi un po’ di tempo), centro benessere e piscina (aperti anch agli esterni) da grand relax, Elisabetta e Fabrizio che vi accompagneranno durante il giorno (anche con le loro bici elettriche!) nei dintorni raccontandovi la storia e le particolarità del luogo.

Insomma, se non l’avete capito… io ritorno presto!

Info utili

L’albergo/ristorante/centro benessere Cavallino Bianco è aperto tutto l’anno, con brevi pause a giugno e novembre. Se cercate maggiori info le trovate QUI

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