di Silvia Conotter

Cima Zeledria, vista sul Brenta e lago Nambino

8 Giu 2020 | autunno, estate, Giri ad anello, passeggiate, Trentino

Gita inaspettata quanto sorprendente quella che abbiamo fatto ad inizio giugno io ed Annalisa a Cima Zeledria. Dopo qualche maledizione lanciata in aria dopo essere state dirottate dal giro previsto (per lavori in corso non segnalati), ci siamo dirette a Passo Campo Carlo Magno (dieci minuti d’auto da Madonna di Campiglio) e quindi a Malga Zeledria, a quota 1740 metri. La delusione è durata poco, sia perché c’era un cielo incredibilmente blu, sia perché un mio caro amico ci ha indicato subito questo luogo altrettanto bello e panoramico. Spoiler: la foto ricordo della nostra gita, qui sotto, testimonia che aveva ragione.

Si sale lungo la strada sterrata, in mezzo ai prati pieni di fiori. Subito le Dolomiti di Brenta si stagliano di fronte a noi, facendoci compagnia lungo tutto il percorso. Le foto in questo caso rendono abbastanza, ma devo dire che quando te le ritrovi lì, sfacciate nella loro fiera bellezza, è un colpo al cuore.

Si sale fino all’arrivo degli impianti Pradalago, dove spicca  la dorsale del Monte Zeledria: nel primo tratto ci si alza velocemente, poi c’è il sentiero attrezzato “Umberto Bozzetto”. E’ una via ferrata facile, non adatta però a chi soffre di vertigini, con passaggi facilitati da scalette, staffe in ferro e cordino.

In un’ora e mezza circa (700 metri di dislivello) si arriva alla cima, dove sventola bandiera italiana, a quota 2426.

Panorama meraviglioso a 360 gradi: a strapiombo sotto di voi (già apparso da un po’) potete ammirare la conca con il Lago Nambino e l’omonimo rifugio. Dall’altra parte il Lago Scuro (inconfondibile il colore!), in lontananza il bellissimo Lago delle Malghette (il più grande che vedrete) e il lago Alto.

Di fronte a voi, sempre più prestante, il Brenta.

Qualche consiglio in più:

  • portatevi gli scarponi alti (e un paio di ciaspole) se venite qui a cavallo tra la primavera e l’estate. La neve che rimane dietro le creste ci mette un bel po’ ad andare via, anche se per brevi tratti. Potrete così concludere il giro ad anello seguendo le indicazioni per il lago delle Malghette. Una volta andata via la neve non ci sono problemi per concludere il giro ad anello, che vi porterà in almeno due ore al parcheggio.
  • se passate dalle Sarche per arrivare a Madonna di Campiglio, fermatevi all’alimentari Lunelli e fatevi fare uno dei loro fantastici panini: noi speck e salsa dell’orso (un’autentica bontà, che fanno proprio loro), ma Annalisa assicura che l’abbinamento con il Gorgonzola è super.

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