di Silvia Conotter

Giro del Monte Peller e notte in rifugio

7 Set 2026 | Autunno, Dormire, Estate, Gite, Primavera

di Silvia Conotter

Escursione ad anello perfetta in primavera e in autunno quella attorno al Monte Peller, uno dei posti più amati della Val di Non. In estate potrebbe essere troppo caldo, mentre i colori dell’autunno rendono l’atmosfera davvero magica. Ci sono due versioni, che variano sia di durata che di dislivello. Quella più breve (tre ore circa, 250 metri di dislivello) taglia il percorso salendo al passo della Forcola (2.104 metri) e raggiungendo presto Malga Tassulla, quello più lungo passa per il Passo della Nana. Se avete tempo vi consiglio questo, che anche se lungo non è impegnativo e offre una varietà di panorami notevole.

IL MONTE PELLER

Questa montagna ha una morfologia caratteristica, soprattutto se lo si guarda da est. Come fosse un grande catino, mostra i resti di un circo glaciale relitto. La cima (2.320 metri) è raggiungibile, oltre che dal versante nord e da Malga Tassulla, col sentiero anche dalla Malga Clesera con un breve tratto di ferrata in un’ora circa.

L’ESCURSIONE

A me piace sempre fare il giro in senso antiorario, partendo dal lago Durigal, sotto il Rifugio Peller, e seguendo le indicazioni per Malga Clesera. Attualmente in fase di ristrutturazione, è aperta solo il sabato e la domenica per la ristorazione. Si continua nel bosco sul versante nord, fino ad ammirare l’imbocco della Val di Rabbi.

Vi consiglio anche la breve deviazione che porta al larice monumentale, davvero impressionante.

Superata Malga Clesera si comincia a salire, fino al lago delle Salare. È a quel punto che potete decidere se tagliare da Passo della Forcola, oppure seguire il sentiero per il Passo della Nana (2.199 metri). Noi in questo punto abbiamo scelto di fermarci per un pic nic, piacevolmente accarezzate da un sole caldo di fine estate ed una brezza leggera.

Superato il passo percorrerete la piana della Nana, di grande bellezza con in lontananza le Dolomiti.

Il tempo di fermarci un po’ con gli animali al pascolo, tra cui asini deliziosi, ed ecco che abbiamo intrapreso la via del rientro. Un piacevole costante saliscendi che non fa sentire affatto la fatica anche se l’anello misura una quindicina di chilometri.

DORMIRE AL RIFUGIO PELLER

Io e Martina abbiamo trascorso poi la notte in rifugio. Gestione cordiale, piatti con prodotti del posto e fedeli alla tradizione, vista spettacolare sulle Dolomiti come i gruppi del Catinaccio e del Latemar. A quota 2000 metri, spicca subito tra gli alberi quando si arriva al parcheggio del lago Durigal e si raggiunge in una ventina di minuti a piedi. Altrimenti potete arrivare con la macchina proprio fin là sotto. Qui nella foto sotto sono con Manuela, che con il marito gestisce la struttura da tre anni. Vi ho raccontato meglio del Rifugio Peller in questo articolo.

Dopo tanto camminare abbiamo deciso di prendere un aperitivo: un bicchiere di vino bianco ed uno rosso della casa ed un bel piatto di carne salada, con senape e noci. Squisito, anche perchè l’abbiamo mangiato ammirando le Dolomiti di fronte a noi e con gli ultimi raggi del sole che ci scaldavano.

Tempo di salire in camera (camere da 4 o 6 posti letto, obbligatorio il sacco lenzuolo, bagni condivisi), di riposare un po’ ed era già ora di cena. Potete scegliere tra due primi (noi zuppa di cipolle e patate, con porcini), due secondi (noi polenta con stinco e crauti) e infine un dolce, in questo caso panna cotta.

UN PO’ DI STORIA

Già all’inizio del Novecento alcuni appartenenti alla Sat di Cles decisero di costruire un piccolo rifugio nella zona. La prima costruzione in legno sorse nei pressi di Malga Clesera e fu ceduta alla SAT nel 1928. Nel 1925 il settore settentrionale del Brenta venne rivalutato grazie alla costruzione del sentiero che collegava la piccola costruzione ai piedi del Monte Peller con il Rifugio Stoppani al Grosté. Nel 1943 il rifugio fu distrutto da un incendio, ma fu ricostruito ed inaugurato nell’estate del 1953. Dieci anni dopo, nel febbraio del ’63, ancora una volta il fuoco distrusse però tutto. Con rinnovato impegno i satini si rimisero al lavoro per costruire una nuova struttura e nel settembre 1966 fu inaugurato l’attuale rifugio, ricostruito sul versante nord-est del Monte Peller.

TRAVERSATE ED ASCENSIONI

AL BIVACCO COSTANZI (SENTIERI N337 – N336 – N329 – N365)

Dal rifugio si raggiunge la Malga Tassulla percorrendo il sentiero attrezzato Monte Peller (segnavia n337) o, in alternativa e in minor tempo, la strada passante per il Lago Durigal e coincidente, in parte, con il primo tratto del sentiero alpinistico C. Costanzi (segnavia n336). Si procede costeggiando il Pian della Nana e salendo alla Forcella della Nana (2500 metri); quindi si aggira la base del Sasso Rosso e, al Passo di Prà Castron, ci si dirige verso nord-ovest (sentiero 329). Giunti al bivio con il sentiero n.365 si prosegue lungo quest’ultimo che, in pochi minuti, conduce al bivacco (2365 m). [ore 4.20]

AL RIFUGIO GROSTÉ “G. GRAFFER” PER IL SENTIERO DELLE PALETE (SEGNAVIA N336 – N306 – N301)

Si arriva fino al Passo della Nana (2195 m) e si procede lungo il Sentiero alpinistico attrezzato delle Palete (segnavia n306) fino al Passo del Grosté da cui si scende in breve al rifugio. La traversata della catena settentrionale lungo il Sentiero delle Palete costituisce un grandioso itinerario che non presenta difficoltà eccetto alcuni punti attrezzati. È da considerarsi comunque un sentiero per escursionisti esperti e allenati (dal Prà Castron di Tuenno si può scendere col sentiero 310 al Bivacco Malga Tuena, le cui chiavi si possono chiedere alla sezione SAT di Tuenno). [ore 8].

Più spettacolare, ma per alpinisti veramente allenati è l’itinerario che raggiunge il rifugio Graffer passando dal passo di Prà Castron, il Bivacco F.lli Bonvecchio e gli “Orti della Regina”, lungo il Sentiero alpinistico C.Costanzi (segnavia n 336) si incontrano infatti passaggi di 1grado, tratti esposti e tratti attrezzati con corde metalliche. [ore 10.10 c.]

IL MONTE PELLERÒT (2292 M) E IL PALÒN (2320 M)

Si possono risalire agevolmente dal Passo della Forcola. Altre facili ascensioni si possono compiere sulle cime che circondano la parte meridionale del Pian della Nana: la Cima Nana (2572 m), il Sasso Rosso (2645 m), la Cima dell’Uomo (2453 m), e le Pale della Vallina (2397 m).

DA BAITA REGAZZINI AL RIFUGIO PÉLLER

Seguendo il sentiero n374, alternativo all’itinerario 308, col quale si può combinare per una lunga escursione ad anello, si risalgono i boschi del versante settentrionale del Monte Péller arrivando, prima al Bivacco Mezol “Mario Gregori” e poi al Rifugio Péller.

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