di Silvia Conotter

Merano 2000: al Rifugio Kuhleiten

9 Giu 2026 | Autunno, Estate, Gite, Primavera

di Silvia Conotter

Posizionato su uno sperone di roccia che domina l’intera area di Merano 2000, il Rifugio Kuhleiten (2.361 metri) è una tappa tanto suggestiva quanto sorprendente. Facilmente raggiungibile, anche con le e-bike, offre un’ottima (e rapida) cucina con i piatti tipici sudtirolesi ed è caratterizzato da una gestione allegra e cordiale. Io sono stata qui anche in inverno, salendo con gli sci d’alpinismo da Falzeben, e devo dire che è stata una delle più belle scoperte degli ultimi anni. Apertura da metà maggio, tutti i giorni, fino a inizio novembre.

Si arriva prendendo la funivia da Merano e poi si prosegue seguendo le indicazioni. Avete due possibilità: raggiungere il Rifugio Waidmann su strada forestale pianeggiante e poi salire verso la chiesetta di Sant’Osvaldo, per poi raggiungere il Kuhleiten da dietro, oppure prendere direttamente la strada un po’ più ripida che sale a zig zag fino alla forcella. Nel primo caso calcolate due ore circa, nel secondo un’ora e mezza. Sempre 400 metri di dislivello circa.

Curiosità: tutti gli anni il 5 agosto si festeggia S.Osvaldo, patrono delle mandrie, con un pellegrinaggio che arriva fino alla chiesetta. Normalmente si parte alle 8.00 dalla stazione a monte di Merano 2000 per poi celebrare la messa accompagnata dalla banda musicale.
Tradizionalmente, dopo la celebrazione, un gruppo di “Goaßlschnöller” sfoggia le proprie abilità schioccando le fruste per aria. I festeggiamenti proseguono nei rifugi vicini, dove c’è anche musica dal vivo.

Grande la terrazza esterna, con i tavoli in legno, e molto accogliente la sala interna. Quello che subito vi sorprenderà è la cordialità dei gestori: innanzitutto Christine, che serve ai tavoli con una gentilezza rara e dispensa sorrisi ai clienti. E poi c’è Ulrich in cucina, che quando ha un attimo esce a fare volentieri due chiacchiere. Piatti molto buoni, dagli Schlutzkrapfen (ravioli ripieni di ricotta ed erbe) fatti in casa, al pollo impanato con semi di sesamo, accompagnato da insalata di patate e verdure.

Molto buoni anche i dessert, dal Kaiserschmarren allo strudel gigante, passando dal tiramisù al lampone. Autentica bontà!

Bello poi stare in terrazza a godere del sole caldo, ammirando la vista che spazia fino al Catinaccio e al Latemar.

Se siete allenati e non soffrite di vertigini potete raggiungere dal rifugio anche la cima di Picco Ivigna (Großer Ifinger), a quota 2.581 metri, passando da cima Piccolo Ivigna (Kleiner Ifinger), 2.554 metri. Vedrete facilmente le due croci. Un’ora circa, duecento metri di dislivello, sentiero escursionisti difficile.

Ci sono diverse possibilità di accesso a questo rifugio: da Falzeben, da Scena, da Avelengo. Le trovate bel spiegate in questa pagina del sito web del rifugio. Altra possibilità interessante è di fare un giro ad anello fino al lago di San Pancrazio (Kratsberger See), partendo sempre dalla stazione a monte della funivia di Merano 2000, a quota 2.200 metri. Cinque ore circa in totale. Poco più di paio d’ore con poco dislivello per arrivare al lago, poi si prosegue per il Kuhleiten e ritorno alla funivia in un’ora.

Noi siamo passate al lago di San Pancrazio durante la penultima giornata del trekking di sette giorni sull’Alta via delle Alpi Sarentine, il raconto in questo articolo, Esperienza meravigliosa.

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