Luogo magico in Val di Non, il Santuario di San Romedio è una tappa imperdibile. In questo articolo vi raccontiamo tutto quello che dovete sapere su questo posto.
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IL SANTUARIO

Cinque piccole chiesette sovrapposte, tutte costruite su uno sperone di roccia e unite tra loro da una lunga scalinata di 131 gradini. Salendo troverete anche i voti e i ringraziamenti dei fedeli che proprio a San Romedio hanno chiesto aiuto. La leggenda narra che, nel quarto secolo dopo Cristo, San Romedio decise di andare da San Vigilio, vescovo di Trento, per avere l’ultima benedizione visto che sentiva che la sua morte si stava avvicinando. Trovando il suo cavallo sbranato da un orso, imbrigliò l’animale e arrivò in città sulla sua groppa. Da allora l’orso è il simbolo di questo luogo e infatti dagli anni Cinquanta sotto il santuario c’è una porzione di bosco recintata dove vive un orso proveniente da condizioni di cattività.
L’ORSO

Nel corso degli ultimi decenni diversi plantigradi si sono succeduti presso il ricovero trentino per orsi nati e vissuti in cattività, presso il Santuario di San Romedio. L’esemplare di orso bruno presente ora, chiamato Bruno, è arrivato qui dopo una storia travagliata. Del resto quest’area faunistica fu istituita proprio, e solamente, come ricovero per orsi mai vissuti in libertà e per offrire loro una situazione abitativa migliore della precedente. Bruno fu individuato dagli agenti della Forestale nel 2001 presso un privato di Palestrina (Roma), dove assieme ad altri animali veniva tenuto abusivamente, in spazi angusti ed in precarie condizioni di salute. Essendo impensabile liberarlo in natura, in quanto un animale selvatico nato e vissuto in cattività non è più in grado di vivere autonomamente nel suo ambiente naturale e di procacciarsi il cibo che gli serve per sopravvivere, fu deciso di collocarlo presso il Parco Nazionale d’Abruzzo. Qui non si trovò di meglio di un’area piuttosto ristretta, per la sua incompatibilità con altre sottospecie di orsi bruni già presenti. Venne quindi trasferito qui nella primavera del 2013, all’età di circa 18-20 anni.
CAMMINO NELLA ROCCIA

Il modo più suggestivo per raggiungere il santuario è il percorso scavato nella roccia realizzato sul tracciato di un antico canale irriguo ottocentesco che parte dal Museo Retico di Sanzeno. Poco più di 2 chilometri con scorci incredibili sul canyon. Da novembre a marzo solitamente l’accesso non è consentito per problemi di sicurezza legati alla presenza di ghiaccio.
FESTA DEL PATRONO
Ogni 15 gennaio al Santuario si festeggia il Santo. Si inizia la sera del 14 gennaio in cui si tiene il Cammino nella Notte. Centinaia di persone che percorrono a piedi il canyon di San Romedio con la sola luce delle fiaccole. Arrivati al Santuario dopo una piccolo momento spirituale ci si scalda insieme con tè e brulè: l’atmosfera è davvero magica. Il 15 gennaio si celebrano le messe alle 9, 11 e 16 e poi il pranzo del pellegrino a base di trippe. In questa giornata la strada che conduce al santuario verrà chiusa alle macchine dalle 8.00 alle 16.00. Saranno attivi dei bus navetta gratuiti in Loc. Al Mulino dalle 9.00 alle 18.00.
CAMMINO JACOPEO D’ANAUNIA

Percorso di otto tappe, che parte dal paese di Sanzeno e si sviluppa in 8 tappe per una lunghezza di circa 170 km tra la Val di Non e la Val di Sole. La terza tappa arriva a San Romedio. Emozionante arrivarci a piedi dopo una lunga giornata di escursioni. Trovate tutte le informazioni e le tappe nella pagina ufficiale del cammino.

AI LAGHI DI TAVON E COREDO

Se seguite il sentiero che parte di fronte all’ingresso del Santuario in una mezz’ora a piedi arrivate ai laghi di Tavon e Coredo. 200 metri di dislivello circa. In questi due bacini artificiali non si può fare il bagno, ma il luogo è decisamente tranquillo. Potete fermarvi al bar ristorante Due Laghi, dove si può mangiare o fare una pausa merenda con un buon gelato. Piacevole fare il giro dei laghi, che si completa in un’oretta, oppure fermarsi nelle aree attrezzate anche con parchi gioco per i bambini.

DOVE MANGIARE

Notevole per mangiare l’Osteria Casa de Gentili a Sanzeno, secondo me la scelta migliore in questa zona. Ambiente raffinato, piatti notevoli, tra tradizione ed innovazione. Qui si mangia il tipico tortel di patate, accompagnato da salumi e formaggi selezionali con cura. Per completare la proposta cavolo cappuccio e fagioli.

Noi abbiamo mangiato anche dell’ottima guancia di manzo brasata con patate saltate…

… un tiramisù squisito così come la panna cotta con marmellata di albicocche selvatiche. Autentica bontà! L’Osteria de Gentili, posizionata nell’omonimo palazzo in centro a Sanzeno è aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 15 e dalle 18 alle 23, la domenica dalle 10 alle 15. Consigliato prenotare: 0463 434136

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