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Tuckett, Brentei ed Alimonta: un imperdibile tris di rifugi che si possono visitare tutti in una giornata – come vi sto per raccontare – oppure da raggiungere singolarmente e da utilizzare come base per ascese più impegnative o vie ferrate. Noi siamo partiti da Passo Campo Carlo Magno, prendendo la telecabina del Grostè (parcheggio a pagamento: 3,5 euro). Due tronchi, attivi tutti i giorni fino 16 settembre 2018 (dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17), che portano in una ventina di minuti da 1600 a 2485 metri (QUI i prezzi).

La prima parte dell’escursione è davvero panoramica e facile: si cammina costantemente ai piedi delle Dolomiti di Brenta in un ambiente lunare ed affascinante. Duecento metri di dislivello negativo, che portano in un’ora e mezza al Rifugio Tuckett, gestito dalla famiglia Angeli, meta imperdibile per gli appassionati di montagna. Da qui partono quattro itinerari attrezzati, da affrontare con il set da ferrata, tra cui le famose “bocchette”.

La nostra meta era però il Rifugio Brentei (2182 metri), quindi siamo scesi sul sentiero ancora per una mezz’ora deviando poi a sinistra. Un’ora di saliscendi tranquillo, davanti a due imponenti torrioni dolomitici: il Crozzon del Brenta e Cima Tosa. Il rifugio – che è stato gestito per lungo tempo da Bruno Detassis, il custode del Brenta – gode di una bella posizione panoramica e soleggiata.

Ma ad aspettarci c’era ancora il Rifugio Alimonta, 2591 metri di altitudine. Altri 400 metri di dislivello subito intuibili dalla lunga teleferica posizionata tra le rocce. Il sentiero è in costante salita, tra ghiaioni e grandi massi. Un’ora impegnativa, che termina con l’apparizione improvvisa della struttura, posizionata in una conca di rara bellezza.

Io non mi sono fatta scappare di certo una suonatina alla campana, prima di fermarmi ad ammirare il veloce passaggio delle nubi che facevano mutare continuamente il paesaggio.

Il menù è ampio e variegato, non avrete che l’imbarazzo della scelta: polenta con spezzatino, uova speck e patate, omelette dolci e salate, formaggio fuso e moltissimi altri piatti tra cui ottime torte. Attenzione: niente servizio al tavoli (nemmeno se ci sono pochissime persone, noi eravamo in cinque ai tavolini fuori e nessuno dentro). Quindi, se avete fame, non state lì ad aspettare ed ordinate. Quando sarà pronto vi chiameranno sull’uscio.

Davvero ricordo pochi posti belli come questo, che ti sembra davvero di essere ad un passo dal cielo.

Si ritorna sulla stessa strada dell’andata, solo che quando arrivate alla deviazione per il Tuckett dovete seguire le indicazioni per il Rifugio Vallesinella dove fino a metà settembre vi aspetta il bus navetta che ogni quaranta minuti vi riporta a Passo Campo Carlo Magno e agli impianti del Grosté. Per il ritorno calcolate almeno tre ore di discesa ed osservate bene lungo il sentiero: nel tratto tra l’Alimonta e il Brentei ci sono un sacco di stelle alpine.

Per il giro completo calcolate 7/8 ore di camminata. Impegnativo, ma molto bello.

Al Tuckett si arriva anche dal Rifugio Vallesinella, in un paio d’ore e coprendo un dislivello di circa 700 metri. La prima parte è nel bosco, poi il sentiero si apre in un dei posti più belli di tutto il Trentino. Il rifugio è aperto tutti i i giorni fino al 23 settembre.

Al Brentei si arriva anche dal Rifugio Vallesinella, in due ore e mezza circa, sempre 700 metri di dislivello. Anche questo aperto fino al 23 settembre. Per godere al massimo del posto, è sicuramente consigliato qualche pernottamento in quota, visto che tutti i rifugi hanno posti letto e offrono l’accoglienza tipica trentina (a tratti burbera, ma genuina) di montagna.

 

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