Uno dei pochi rifugi (non sulle piste da sci) ad essere aperto in inverno tutti i giorni, il Trivena è davvero un posto incantato. Paradiso per gli amanti dello scialpinismo, con tanti tracciati per raggiungere cime alte anche oltre tremila metri, è allo stesso tempo un posto facile in cui si può arrivare a piedi. A 1.650 metri, si arriva in poco più di un’ora e 450 metri di dislivello.

RIFUGIO TRIVENA: COME ARRIVARE
Arrivati a Tione si prosegue in auto per Breguzzo e quindi per la valle omonima fino a Ponte Pianone. Una decina di chilometri, 20 minuti circa. Da qui si seguono le indicazioni e si sale lungo la strada forestale che in inverno, a meno di scarse nevicate o caldo eccessivo, è quasi sempre innevata. Si sale gradualmente, in mezzo al bosco. Questo è un posto di grande tranquillità , poco frequentato durante la settimana. Di più durante il weekend.

Se ha appena nevicato è consigliato l’uso delle ciaspole, altrimenti la strada è sempre battuta dal piccolo gatto delle nevi di proprietà del rifugio. Ecco, la gestione della famiglia Vidoli è sicuramente uno dei punti di forza di questo luogo. Ora è in mano a Gabriele, che con il fratello Davide, mamma Cristina e nonna Clorita, lo animano con amore e impegno. Portano avanti con passione la struttura che quasi 40 anni fa, nel 1987, inaugurò il nonno Dario Antolini. Molto conosciuto, è stato a lungo il custode di questo posto trasformandolo in un luogo amato e appetibile dal punto di vista turistico.

Ottimi i piatti della tradizione trentina, con un menù vario ed articolato. Alquanto inusuale in montagna, ma come vi dicevo qui la passione non manca, anche in cucina. Per noi ‘gocce’ di polenta con formaggio fuso e spezzatino. Ottimi.

E poi un piatto di spezzatino con patate saltate, accompagnato dai crauti.

Per finire ottimi dolci: noi abbiamo scelto la torta Linzer, ma c’era anche la crostata, il classico tiramisù e lo strudel. In questo posto si può anche dormire, esperienza consigliata. La sistemazione è piuttosto spartana, di quelle che ci piacciono tanto, ma la cucina è da leccarsi i baffi. Tariffe e condizioni per trascorrere qui la notte le trovate in questa pagina.

Vista la giornata ne abbiamo approfittato per fermarci sulle sdraio al sole. Importante: il cellulare qui non prende ed è precisa scelta del rifugio di non dare la password del wifi, a meno che non si tratti di emergenze. Fate tesoro di questo regalo per rimanere disconnessi dalla tecnologia per un po’. Chi mangia qui può anche prendere la slitta per la discesa.

Al rifugio è possibile anche prenotare la cena, per gruppi, tornando magari a valle con il frontalino o rimanendo lì a dormire. È un luogo dove si respira anche la storia di un tempo, grazie ai libri e ai reperti presenti, collezionati anno dopo anno.

Contatti: 0465.901019; 329.3799464; info@trivena.com

DA SAPERE:
- il Trivena è uno dei rifugi che fanno parte del Trekking in Adamello: percorso circolare di 5 giornate che permette di dormire anche al rifugio Val di Fumo, Carè Alto e Laghi di San Giuliano. Maggiori informazioni in questo articolo.
- questo posto è meraviglioso anche in estate, perfetto per staccare la spina e vivere per qualche giorno in un ambiente incontaminato
- le aperture sono piuttosto fisse: dal 27 dicembre a inizio aprile (quest’anno il 6 aprile) e poi da metà giugno ad autunno inoltrato.
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