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Davvero una splendida escursione panoramica quella che andiamo a raccontarvi oggi! Bella in estate, ma incantevole in autunno, quando la natura si colora di mille sfaccettature che rendono affascinante il paesaggio che vi circonda durante tutto l’itinerario.

Partiamo col dirvi di prendervi tutta la giornata libera, per godervi appieno e senza fretta questa bella attraversata che dal Monte Cornetto di Folgaria vi porta fino al Becco di Filadonna. Diverse le possibili escursioni, ma noi vogliamo consigliarvene una che vi permette di variare l’itinerario, non passando dalla stessa via dell’andata. Per far ciò abbiamo utilizzato due macchine. Una l’abbiamo lasciata nei parcheggi lungo la strada nei pressi del ristorante Sindech, l’altra nel parcheggio poco dopo Passo Sommo (prima della discesa che porta a Costa di Folgaria). Questo vi permette di effettuare l’attraversata e scendere dal Becco di Filadonna fino al Sindech, passando dal Rifugio Casarota.

🏔️ Itinerario

Il sentiero parte proprio di fronte allo Chalet Passo Sommo (1340 metri), la prima parte si snoda prevalentemente nel bosco su strada forestale. Appena usciti dall’ambiente boschivo inizia il tratto più impegnativo in prossimità delle indicazioni per il Rifugio Paradiso.

Non svoltate, ma proseguite seguendo il Sentiero SAT 451, qui il sentiero è davvero tosto ma tenete duro perché dopo una mezz’oretta, vi troverete immersi da una folta vegetazione di pino mugo con scorci sempre più interessanti fino a raggiungere dapprima l’Anticima Cornetto (1997 metri), dove prendendo il sentiero SAT 425, arriverete in breve tempo alla cima del Monte Cornetto (2050 metri).

Qui il panorama vi ripagherà della fatica per i 700 metri di dislivello appena compiuti. Uno sguardo a 360° sulle catene montuose circostanti, ben segnalate dalle due postazioni panoramiche. Alla nostra sinistra il Monte Baldo, l’Altissimo, lo Stivo e più in lontananza le Dolomiti di Brenta, solo per citarne alcune.

Alla nostra destra la Valsugana, un primo scorcio sul Lago di Caldonazzo, il Piz di Levico e il Lagorai sullo sfondo, mentre di fronte a noi il Becco di Filadonna, punto di arrivo della nostra attraversata.

Dalla cima del Monte Cornetto si scende leggermente nel primo tratto, molto bello e panoramico, fino a raggiungere un bivio, dove si può scegliere se proseguire in cresta, o svoltare a sinistra e seguire il sentiero SAT ben segnalato che aggira la Terza Cima.
Il percorso è prevalentemente pianeggiante e in falsa discesa…quindi mettete in preventivo che il tratto finale prima di raggiungere la vetta presenta uno strappo di circa 200 metri, che vi porterà proprio sotto al fianco sinistro del Becco di Filadonna, dove potrete già scorgere in lontananza la croce con relativo punto panoramico.

Una volta raggiunta la croce, vi consigliamo di mangiare il vostro pranzo al sacco, godendovi lo spettacolare panorama con i laghi di Caldonazzo  in primo piano.

Se volete arrivare alla vetta vera e propria dovete seguire le indicazioni e arrampicarvi fino alla seconda piccola croce a quota 2150 metri.

Da qui la vista vi apparirà così… non è uno spettacolo?
In lontananza il nostro sguardo viene catturato dal massiccio della Vigolana e dal Bivacco della Madonnina che s’intravede in lontananza proprio sotto all’affascinante sperone di roccia dove si trova la statua da cui prende il nome. Non essendo ancora stati al bivacco dopo il lavori di ristrutturazione avvenuti nell’estate 2016, decidiamo di allungare l’itinerario prima del rientro e raggiungere la nuova struttura, il sentiero è prevalentemente esposto, ma messo in sicurezza, presenta alcuni passaggi assistiti ed è quasi tutto in discesa a parte qualche piccolo tratto in salita.

Con un buon passo mettete in preventivo un’oretta abbondante tra andata e ritorno, il percorso è segnalato come EE sentiero alpinistico per esperti, ma con un po’ di attenzione si può percorrere in sicurezza. A noi è piaciuto molto, dispone di otto posti letto e se decidete di pernottarvi saprà regalarvi un’alba e tramonto davvero unici. Anche la sera con le luci di Trento a farvi “compagnia” deve essere un vero spettacolo.
Rientrati dallo stesso percorso, seguiamo il sentiero 425 fino al Bus de le Zole (2070 m) da qui inizia il tratto in discesa in direzione Rifugio Casarota, il primo tratto del percorso si svolge in un ambiente quasi lunare, dove si scorgono i resti di tantissimi mughi morti durante l’incendio risalente al 2004. La stanchezza comincia a farsi sentire ma teniamo duro e raggiungiamo in un’oretta scarsa il Rifugio Casarota (aperto tutti i giorni in estate e durante i fine settimana il resto dell’anno, con possibilità di pernottamento).

Noi, essendo ormai tardo pomeriggio, ci siamo fermati per una pausa e abbiamo assaggiato una buona crostata fatta in casa. Da qui, in circa 45 minuti di camminata in un sentiero prevalentemente nel bosco, si raggiunge il Ristorante Sindech dove avevamo lasciato una delle nostre due auto.

Per fare questo itinerario vi consigliamo di prendervi tutta la giornata, per godervi in tranquillità l’escursione e lo splendido panorama. Nel dettaglio le tempistiche:

  • Passo Sommo – Monte Cornetto: 2 ore
  • Monte Cornetto – Becco di Filadonna 1 ora e 30 minuti
  • Becco di Filadonna – Bivacco Vigolana 30 minuti
  • Bivacco Vigolana – Bus de le Zole 40 minuti
  • Bus de le Zole – Ristorante Sindech 1 ora e 40 minuti

Info utili:
Rifugio Casarota*
tel. 0464 783677
*Aperto tutti i giorni nel periodo estivo e durante il weekend nel resto dell’anno.

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